venerdì 9 ottobre 2009

UN COTTA SENZA SPERANZA



A tredici anni scriveva alle redazioni dei giornaletti per avere foto e autografo dei Pooh, a quindici per il suo compleanno mi chiese in regalo un LP di Gianni Nazzaro, eravamo abbastanza amiche ma molto diverse sul versante musicale, per me è stata una forzatura, ai quei tempi ( e pure adesso) le mie preferenze andavano per Genesis, Jethro Tull, e Deep Purple. Per un'amica fai comunque questo ed altro.
Poi arrivano gli amori, quelli veri; mariti vari, figli di primo letto, secondo letto... poco tempo per vedersi, ancor meno per passare i pomeriggi chiuse in camera a sognare improbabili principi azzurri, passano gli anni e il caso ci fa ritrovare. Dopo una rapidissima ricognizione mentre ci salutiamo ( io non ho le sue zampe di gallina, ma lei ha una zazzera più folta della mia) basta poco per ritrovare le adolescenti di un tempo. Al momento fra le due, la più posata sembra lei, quasi quasi sto per complimentarmi per la sua conquistata maturità...quando, sfogliando un catalogo IKEA , ecco lo strappo: "MA TU, LO VEDI QUESTO??? MA LO SAI COSA GLI FAREI IO A QUESTO? MA LO SAI CHE IO A QUESTO ME LO TENGO SUL COMODINO?"
"?????"
A posto siamo, dai cantanti siam passati ai modelli.
E così vengo a sapere che a pagina 274 del nuovo catalogo Ikea c'è il nuovo amore della mia amica. Una foto idealizzata, di un tizio che sta seduto di profilo davanti ad un computer con un sorriso accennato e una storia tutta da inventare.
Così nell'euforia delle chiacchiere, ecco che spariscono le rughe, i filini bianchi alle tempie e riappare la solita ragazzetta con un vocabolario troppo esagerato per la sua età, e mi racconta che su quella foto passa le serate solitarie a pensare come sarebbe la vita con un compagno così, che si vede che non ha vent'anni, e ti dà l'impressione di essere uno buono a tutto, tanto a portare fuori i figli al parco, quanto arrivare a casa con una rosa gambo lungo fra i denti e due biglietti per il teatro. Insomma di quelli serissimi che però hanno la capacità che piace di più a noi donne, quella dello "stupiscimi!"
Io all'inizio resto interdetta, poi sto al gioco e ci metto del mio: "Ma secondo te, se scrivi all'Ikea, te lo daranno il suo indirizzo? " e via con altre amenità del genere...
Un'occhiata all'orologio ed è già l'ora dei saluti; un gran bacio, un'abbraccio "staccacollo" e mille promesse di telefonarci e vederci presto, anche se in cuor nostro, sappiamo perfettamente che se il caso non ci mette lo zampino, sarà improbabile che ricapiti a breve, ciao ciao a presto, a prestissimo, anzi ti chiamo stasera, ti chiamo domani.

E' ormai passata una settimana e come prevedevo, nessuna telefonata è arrivata a stravolgere il planning delle mie giornate e adesso son qui in casa, nell'imbarazzo più totale, perchè il catalogo Ikea a casa ce l'ho anch'io e tutte le volte che lo sfoglio butto un'occhiata alla pagina 274 e poi giro velocissimamente... è assurdo, lo so, ma se mi soffermo troppo mi sembra di fare un torto alla mia amica.

Once I was happy.....

Descrivere si può, tradurre è più complesso. Posso descrivere un avvenimento, un paesaggio, usando le parole come pennelli su una tavoloz...