lunedì 25 gennaio 2010

NON FINIRO' MAI DI DIRVI GRAZIE...


Son tre volte che ricomincio a scrivere, son tre volte che cancello, non so proprio come iniziare. Mi sa che senza tanti preamboli, arrivo al punto, voglio fare come Renée, la protagonista del libro “L’eleganza del riccio” . Avete presente chi è? Dai, due parole veloci da Wikipedia :” Renée Michel sembra essere la comunissima portinaia del numero 7 di rue Grenelle, un condominio parigino abitato da famiglie facoltose: è apparentemente sciatta, pigra, perennemente presa dalla cura del suo gatto, dalla televisione e dalle sue piccole faccende private. In realtà, Reneé è una persona coltissima: si interessa di arte, di filosofia, di cinema e soprattutto di cultura giapponese ma preferisce dissimulare la propria cultura.”
Ecco, io non sarei propriamente una persona coltissima e non sono legata alla cultura giapponese, ma una cosa è certa, anche ieri dentro il Palasavena, durante lo spettacolo “Yuri concerto per 8 ruote”, quando è partita a palla la musica di Berlioz ho ringraziato una volta di più i miei genitori mi han sempre circondato di libri ed enciclopedie.
Ce n’era una, un po’ singolare per gli anni sessanta, ma molto bella, la “Storia della Musica”editata dalla Fabbri che consisteva in fascicoli e DISCHI formato 45 giri, e cosi, piuttosto che aprire tutto l’ambaradan dello stereo dei miei( e attenzione alla puntina che se “riga “ il disco son sgridate) io me li ascoltavo anche nel mangiadischi, molto più pratico !
Grazie a quegli inserti, ho imparato a conoscere stili musicali che ho interiorizzato e che anche ieri guarda un po’, mi son tornati utili. Ma sono stanca di spiegare che quello è un pezzo di Berlioz e il 5° Movimento della Sinfonia Fantastica lo dovresti almeno conoscere perché l’hanno anche usato come colonna sonora di un film di Kubrick e se le cose ti incuriosiscono, basta aprire un computer, buttarsi su internet e leggere, leggere, avidamente e imparare. Mica ti dico di vestirti, uscire andare a comprare dei libri, al limite manco fare la tessera per la biblioteca, stattene a casa in pigiama che poi si sta benissimo e leggi da internet.
Ogni cosa è legata ad un’altra, come le scatole cinesi o le matrioske, ne apri una ne trovi un’altra e via via sempre più piccola, parti da una musica e arrivi chissà dove se solo hai la voglia di farlo. Il tempo? Quello si trova, anche in bagno, senza perdere tempo, ti stampi quel che hai trovato e te lo leggi “in seduta”, insomma ti devo dire tutto io?
E invece, basta. Non voglio spiegare più nulla. Le cose me le tengo per me e il cuore mi si gonfia dì ammirazione e affetto per chi ha inteso educarmi in un certo modo, magari, adesso c’è il gusto di cercare certe tracce musicali su “Youtube” ma non è la stessa cosa, il suono è limpido e pulito, i miei vecchi dischi avevano un fruscio di sottofondo e quelli più ascoltati anche un ritmico inciampo che manca alle mie orecchie viziate dai suoni in MP3 (e anche MP4!)
Comunque son felice. Conosco e capisco, e quel che non capisco, lo annoto per informarmi poi, voglio una mente sveglia e libera ed è veramente ora di cominciare a fare un vero pacco di affari miei. Non m’interessano i vestiti, non m’interessano le uscite in pizzeria, io devo nutrire e mantenere solo una cosa..IL MIO CERVELLO!

Once I was happy.....

Descrivere si può, tradurre è più complesso. Posso descrivere un avvenimento, un paesaggio, usando le parole come pennelli su una tavoloz...