lunedì 30 agosto 2010

ADIEU, ROCCA RASIA!


A casa, anzi in ufficio, con la “sindrome di Brigadoon” peggio dello scorso anno. Perché si sa, la Grande Festa di Rocca Rasia lascia strascici potenti, e tutti bene o male ne restano contagiati. Anche quest’anno il rito della firma alla fine della Festa, anche quest’anno i battimani e la gioia di essere lì. E proprio perché sono tutte cose che l’anno scorso ho vissuto intensamente, quest’anno mi son presa la briga di fare “cucù” dall’alto ed osservare più che altro le espressioni degli astanti.
Entusiasti i più, qualche scettico sul risultato della coreografia dei piccoli abitanti di Rocca Rasia (ma che poi s’e’ dovuto rimangiare tutto, anche i pensieri!), e la grande, grandissima partecipazione di tutti. Un cuore pulsante che comprendeva dalla Piazza Bianca all’ultimo scranno, dove i villici, i notabili e tutti gli accompagnatori hanno vissuto quasi due ore di puro entusiasmo.
Cosa mi sono portata nel cuore quest’anno? Tantissime sensazioni, nuove conoscenze e un’immagine in particolare, una mamma che alla fine dello spettacolo non era seduta, ma in piedi, protesa idealmente verso la Piazza Bianca lei dallo scranno e la figlia dalla Piazza che si guardavano in tutta quella incredibile e “ordinatissima” confusione…
E da oggi, non siamo più Rocca Rasiani, ognuno ha ripreso la propria nazionalitàe la propria condizione. Quattordici Nazioni rappresentate e li nella Piazza Bianca non ci si accorgeva, eravamo veramente tutti uguali…

Anniversario. Senza tanto sproloquiare

Ti amo. Cinque lettere che racchiudono 27 anni di vita matrimoniale senza contare gli anni di convivenza. Ti amo. Abbiamo pianto e riso, cr...