mercoledì 27 ottobre 2010

sabato 23 ottobre 2010


Basta un niente a farti carambolare le idee.
Ti senti buona e brava perché cerchi di comportarti onestamente, se l’umore è quello giusto, toh, allunghi anche gli spicciolini a chi ti chiede la carità, ottimizzi tempo, risorse, ti dedichi al lavoro, a quelli di casa, tieni in ordine, fai progetti, cucini in allegria e cerchi di sorprendere sempre i tuoi cari con qualcosa di nuovo… Parti sorridente perché sai che passerai uno splendido week end sportivo in compagnia di persone con cui ti senti perfettamente a tuo agio….
Poi ti spaccano la porta del camper,ti rubano i computers e tu ti senti improvvisamente nudo, violato e impotente.
E’ andata così: al parcheggio del Palafanticini a Reggio Emilia, assieme a tutti gli altri che partecipavano alla rassegna nazionale Aics di pattinaggio quartetti e gruppi spettacolo, non eravamo isolati, non eravamo in zona buia, non eravamo neanche di notte se per questo.
Camper lasciato incustodito (ma chiuso, con gli allarmi inseriti, le tende tirate, assolutamente impossibile alla vista di scorgere cosa ci fosse al suo interno) meno di due ore. Splendida gara, gioia del podio alle premiazioni… Poi l’incubo di ritrovarsi a fare la conta dei danni, nel rimanere attonito e sconvolto perché vedi che comunque le altre macchine sono rimaste intatte e pensi, "perchè a me?"
Gli oggetti non crescono sugli alberi, ogni cosa che è uscita dal quel camper aveva una sua storia di sacrifici e di conti fatti e rifatti per poter “farcela scappare, quella spesa lì!”
Sono sicura che a loro modo i nostri oggetti abbiano opposto resistenza, lo provano le tracce di sangue,di chi ha dovuto forzare e spaccare per poter entrare nel camper; povere cose nostre, ce l’hanno messa tutta per non farsi violare, ma adesso chissà se sono ancora tutte intere e chissà chi se le gode.
Non è stato un raid,come se ne legge (purtroppo troppo spesso) sui giornali; è stato qualcosa di mirato, con un rilevatore di apparecchiature elettroniche forse? Son tre giorni che mi ci spacco la testa, cerco di darmi ancora risposte a continue domande però dopo un paio di urli liberatori, un pianto dirotto, e una notte passata quasi in bianco con una forchetta in mano, sono tornata quella di sempre, grazie anche al conforto di amici carissimi e adesso la nuova sfida è rimettersi in carreggiata in un amen, vedi come ce la faccio, ah se ce la faccio! Poi ieri ho trovato una frase bellissima che mi ha dato una gran carica( "Oh Dio, ti prego affinchè mi aiuti nella mia disgrazia, trasformala in qualcosa di meglio per me") e a questo punto mi resta solo di non far trapelare niente ai “vecchietti” di casa (mia e di Claudio) per non farli stare in ansia. SI, perché noi continueremo a uscire in camper, faremo tutte le trasferte possibili con tale mezzo, appena tornerà un po’ meno vulnerabile di adesso (anche perché è TROPPO FREDDO per viaggiare con una porta tenuta a posto solo dallo scotch).
E così baldanzosa, mi faccio coraggio, lo faccio agli altri e spulcio il calendario dei prossimi impegni… Non posso fare a meno di ridere…. Vado su wikipedia e leggo: Nella retorica, la locuzione nemesi storica è utilizzata quando una serie di eventi storici, considerati moralmente negativi, si conclude con inattesi risultati compensatori. Se cosi è... A questo punto, aspettiamo marzo 2011

Anniversario. Senza tanto sproloquiare

Ti amo. Cinque lettere che racchiudono 27 anni di vita matrimoniale senza contare gli anni di convivenza. Ti amo. Abbiamo pianto e riso, cr...