domenica 5 dicembre 2010

GABICCE MARE E IL CENTRO STORICO CHE NON C'E'!




Molti mi chiedono se le cose me le invento o mi succedono realmente. Diciamo che mi succedono perchè abito in un posto particolare, che non è facile raccontare, tanto per far capire l'ambiente, riporto di sana pianta quando descritto dal volumetto "Tra terra e mare 2 " di Daniele Sacco da pagina 89 in poi:
Gabicce, il senso del luogo
E' la porta delle Marche, questo minuscolo comune, per chi discende dalla monotonia della Pianura Padana. il senso di Gabicce è intriso nel suo paesaggio che mutevole strabilia il viaggiatore annoitao dalla grande pianura. Per chi giunge da nord, lungo la costa adriatica, Gabicce pare quasi una lieta novella. In prossimità di questa cittadina infatti, la terra ha deciso vigorosamente di impennarsi sino ad ergersi sul mare, come la prora di un'antica nave. il promontorio del San Bartolo che qui ha inizio per discendere poi verso Pesaro, nel quartiere chiamato Sorìa, appare sorpresa che interrompe la quotidianità, spezzando il paesaggio con i suoi colori che così bene riescono a fondersi con il sottostante litorale.
Gabicce Mare oggi (sede comunale)è una moderna cittadina che ha fatto del turismo e della qualità della vita il suo vanto. Passeggiando per le vie dell'abitato, che si accavallano a ridosso del porto, si respira un'atmosfera tipicamente marinara come soltanto la cittadina di Marotta (comune Mondolfo), ad esempio, sa offrire nella provincia di Pesaro e Urbino.
L'arredo urbano è notevolmente migliorato, forse inseguendo i fasti della vicina Cattolica.
(nota personale: ebbene si, abbiamo la sindrome del parente povero!)

Già, Cattolica. Pare un controsenso, ad alcuni una barzelletta, ma Gabicce Mare e Cattolica non sono altro che la stessa città. Stessa città divisa da un rigagnolo chiamato fiume Tavollo che a sua volta costituisce anche, in questo tratto di penisola, il confine fra due regioni, le Marche e l'Emilia Romagna.
Così queste due città si trovano gemelle, l'una accanto all'altra dividendosi anche le banchine del porto che si trova in corrispondenza del comune corso d'acqua.
Ma la storia del popolamento di questo tratto della provincia non ha avuto inizio dalla costa. Si, certamente in epoca romana queste zone erano frequentate grazie al vicino scalo della Vallugola, ma è l'epoca medievale che ha visto la nascita dell'insediamento di Gabicce. Ma non la Gabicce attuale, distesa e protesa verso il mare.
Gabicce nasce in collina, proprio dove oggi sorge il borgo di Gabicce Monte che, un tempo, era castello, uno dei castelli più antichi della zona, presente già prima dell'anno mille, assieme ai vicini centri di Garanarola e Montecorbino (comune di Gradara) e Casteldimezzo (comune di Pesaro)
Quindi tutto ha avuto inizio dal castello situato su una propaggine del colle San Bartolo, il noto Castrum Ligabitii che poi è diventato Gabicce e, in età moderna, Gabicce Monte per distinguersi dall'agglomerato sorto nel piano, accanto al litorale.
Dunque Gabicce non ha mai avuto, sino al secolo scorso, un'affermata tradizione marinara, come poteva vantare il borgo di Cattolica.
Molti abitanti risiedevano sul colle ed erano dediti ad attività agricole o all'allevamento del bestiame.
Pochi, veramente pochi, erano i pescatori. A ridosso del secondo conflitto mondiale però il piccolo borgo di pescatori, al piano, accrebbe il numero dei suoi abitanti e nel 1942 si arrivò al definitivo spostamenteo della vecchia sede comunale: dal colle al piano.
Uno spostamento che portò al consecutivo ed ovvio impoverimento demografico dell'antico capoluogo in favore di quello più comodo e moderno, nella vallata.
E così Gabicce Mare è oggi un comune praticamente senza centro storico. Per ricercare l'antico centro occorre salire sul colle San Bartolo alla volta della frazione.
Il castello di Gabicce Monte era circondato da mura e vegliato d auna robusta porta, come mostra un seicentesco aquerello del pesarese Francesco Mingucci.
Sebbene la fortificazione avesse resistito sino all'epoca moderna, le sue cortine, le sue torri non sono riuscite a giungere sino ai giorni nostri ed oggi dell'antica fisionomia di castello resta ben poco."


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