giovedì 31 maggio 2012

"...QUANDO IL SAGGIO INDICA LA LUNA, LO STOLTO GUARDA IL DITO"

  Provate a fare una ricerca,  di questo proverbio di discussa origine si trovano anche altre versioni un pò meno soft riguardo "lo stolto" (ehm ehm); c'e' chi l'attribuisce a Confucio, chi invece dice che nasce dalla saggezza popolare, insomma a parte la provenienza,  il suo  significato è chiaro: non bisogna fermarsi alla superficie delle cose, degli eventi, ma coglierne la profondità.
Stamattina mi piace iniziare con questa controversissima frase perchè è più di un'ora che leggo tutto e il contrario di tutto riguardo la parata del 02 giugno, Festa della Repubblica.
Allora, adesso volevo scrivere due righe su di me, chi mi conosce bene, puo' anche saltare questo paragrafo, per chi mi leggerà e non mi conosce personalmente, questo serve tanto per inquadrare chi sono e come sono e perchè scrivo certe cose.
Innanzi tutto sono nata  e cresciuta in CASERMA, DA UNA FAMIGLIA DI MILITARI (Carabinieri da parte di padre, areonautica da parte di madre).  Quindi le feste comandate per me erano, a parte quelle canoniche, il 04 novembre, il 21 novembre,il 02 giugno, il 05 giugno.
Se qualcuno non conosce cosa si commemora il 21 novembre ed il 05 giugno, si documenti da solo sul web, io già solo a ricordare quelle date mi commuovo e lacrimo come una fontana.
Ma soprattutto sono cresciuta "anomala": figlia unica assolutamente non viziata, nata in una famiglia dove la divisa è stata sempre indossata con spirito di servizio e non con tronfio arrivismo per meri fini personali, dove mio padre ha finito di pagarsi l'appartamento in condominio a 75 anni, ed è morto cinque anni dopo, insomma a me hanno inculcato l'idea che certe professioni devono essere intraprese come una missione, punto.
Sono la prima che si irrita quando sento parlare male, dei militari ( ma più che male, diciamo parlare a vanvera da gente che non ne sa nulla e parla per luoghi comuni) come se fossero una congrega di gentaglia  dedita solo a godere del "potere" che hanno per schiacciare la povera gente. Per carità, mele marce ce ne sono state e sempre ci saranno, ma qui mi fermo se no ci si allarga troppo e arriveremmo ai preti pedofili e agli insegnanti sadici...
Comunque, IO ho fatto assaggiare qualche mio bel cazzotto ai tempi del liceo (e anche dopo) a chi, negli anni '70, quando nei muri si scriveva "Kossiga" con la K e la "S" doppia come il  simbolo delle "SS" mi definiva "figlia di un servo di partito", poi ho capito che appunto scadendo nelle scazzottate avrei fatto il gioco di chi mi provocava, così  mi sono construita una torre di ironia e più mi trovavo in situazioni irritanti, più la mia torre aumentava. Direi che ormai abito in un grattacielo d'ironia, che batte alla grande anche il Burj Dubai.
Bene, chiusa parentesi. Torniamo alla (mala) parata che ormai è diventata terra di scontro, parata-si-parata-no.
Leggo che ormai tutto è pronto, già tutto pagato, ormai è fatta, servirà per sentirsi più italiani, più nazione, più coesi, che anche in altre parti del mondo davanti a catastrofi  e tragedie, la festa nazionale ha aiutato a superare momenti bui. 
Ecco, appunto, in altre parti del mondo. 
Io adoro questo filmato di Bruno Bozzetto http://www.youtube.com/watch?v=XkInkNMpI1Q 
non c'è nulla da dire, siamo noi, che l'anno scorso  abbiamo festeggiato il 17 marzo dopo aver litigato per mesi a capire se-ci-toglievano-il-giorno-di-ferie-oppure-no, ma quest'anno nessuno ne ha parlato più .
Quelli che un bel mattino si sono svegliati  e fra le feste comandate non trovano più il 04 nonvembre..chi è morto giace, chi è vivo si dà pace. Insomma dai, io ancora me lo ricordo che c'e' stata una frangia potentissima che ha declassato il quattronovembre anniversario della Vittoria e Festa delle Forze Armate argomentandolo fra l'altro come anacronistico, turbativo (visto che stavamo unendo l'Europa, ricordare che fino a due giorni prima ci siam fatti la guerra non era bello) e démodé.
Poi non stupiamoci che i nostri figli conoscano perfettamente le date del 04 luglio degli Americani o il 14 luglio dei Francesi, e battiamoci il petto piuttosto perchè non siamo stati in grado di inculcargli l'amore per la PATRIA,  dobbiamo tristemente ammettere che abbiamo un pò ancora la "sindrome del ventennio fascista", parlare di amor di PATRIA ci fa un certo non so chè e siamo capaci di tirar fuori la bandiera solo per gli avvenimenti sportivi, purtroppo è così!
E allora guardiamoci intorno. Siamo stanchi, esasperati da un momento storico che non è dei migliori, ci sono problemi contingenti che non dipendono da noi, non abbiamo più figure di riferimento, i politici franano, i corvi arrivano anche in Vaticano, il calcio è malato, il ciclismo è dopato, abbiamo bisogno di attaccarci a qualcosa che ci dia non dico certezze ma almeno speranze. E' di ieri la notizia che la FIHP (federazione italiana hockey e pattinaggio) ha sospeso il campionato italiano di pattinaggio artistico, specialità esercizi obbligatori per le categorie cadetti/jeunesse/junior/senior che avrebbe dovuto iniziare questa mattina. 
La cosa mi tocca da vicino perchè anche mia figlia avrebbe dovuto partecipare. Per arrivare lì lei e tutte le altre atlete e atleti sparsi per l'Italia hanno lavorato un anno, macinando chilometri ogni giorno per raggiungere le palestre per allenarsi, rinunciando a molto del loro tempo libero per incastrare allenamenti e impegni scolastici, col miraggio comunque delle selezioni per i campionati italiani.
Genitori e allenatori si erano organizzati con ferie e permessi dal lavoro, chissà se adesso si riuscirà a ricompattare il tutto quando si saprà dove e quando si svolgeranno i campionati e poi diciamocela tutta:  quante volte noi (del pattinaggio)  abbiam detto peste e corna della Fihp? Dai, bene o male una parolina di traverso l'abbiam detta tutti nel corso degli anni,  MA DA IERI SENTO SOLO PAROLE DI PLAUSO PER LA DECISIONE PRESA DALLA FEDERAZIONE, CHE SE NON ALTRO HA DIMOSTRATO UNA GRANDE SENSIBILITA' E ATTENZIONE DEL MOMENTO CHE STIAMO VIVENDO.
Ecco, le cose stanno così, io non ce l'ho con la parata tout court, così come non ce l'ha la maggior parte della gente, ormai questa è diventata un simbolo, dove ci si sta giocando la credibilità e l'affezione della common people verso le istituzioni. Non importa se non voleranno le Frecce Tricolori, non è il discorso parata sobria parata immensa, in questo momento di crisi economica internazionale, già tormentata dai suicidi e per di più dallo spettro dei posti di lavoro persi nei crolli dei capannoni nelle zone terremotate, TUTTI AVREMMO BISOGNO DI UN SEGNALE FORTE, DI  PERSONAGGI FORTI, DI PERSONE A CUI GUARDARE COME MODELLI E COME ESEMPI.
Siamo ancora in tempo per un gesto forte, oggi è il 31 maggio.......

Once I was happy.....

Descrivere si può, tradurre è più complesso. Posso descrivere un avvenimento, un paesaggio, usando le parole come pennelli su una tavoloz...