martedì 14 agosto 2012

CONFESSIONI

La mattina presto, sulla battigia, se ne vedono di ogni...C'e' il tizio che si siede e fa complicatissimi esercizi yoga, c'è chi saluta il sole con ripetuti inchini, c'e' la signora che entra in acqua dopo aver tolto a fatica la calza elastica, e la coppietta  vestita e assonnata che ancora gira dopo la nottata in discoteca (probabilmente si son schiantati a dormire sui lettini e sono stati svegliati dal bagnino) e adesso, "areggeme-che-te-reggo", stanno caracollando alla volta dell'albergo.
E poi ci siamo noi, ex adolescenti  con più o meno cinquant'anni  sulle spalle, che ci sfioriamo e non ci riconosciamo, ma passa una mattina, ne passano due, ne passano tre, gli orari son sempre quelli, si passa da un educato "buongiorno", al : "veh chi c'e'!"; sarà la crisi e dopo tante vacanze all'estero c'e' la voglia di Italia? Sarà che con l'età cresce la nostalgia del passato? (come dice la strofa di "Romagna mia").
In effetti stamattina è stata una sorpresa riconoscere nel signore tanto pelato quanto barbuto il  riccioluto Luca di Bologna del 1975. Non ricordo l'ordine numerico, ma nelle estati dal 1975 al 1978  nella compagnia della spiaggia, di  ragazzi di nome Luca  e provenienti da Bologna o giù di lì ne avevamo almeno cinque, e per forza di cose erano "Luca del Lidia  "Luca del Perla"(sottintendendo i nomi degli hotels dove soggiornavano) "Luchino" (minorennissimo) e poi non me li ricordo più.
Comunque lui si ricordava bene di me (di grazia, quante ce ne sono di Luisaritetuttattaccato in territorio nazionale?), ma più di lui sua mamma che ho trovato esattamente come allora.
Mi racconta, gli racconto: questo e quello, i figli, quanti e che fanno, due dal primo matrimonio e uno dalla convivenza successiva lui;  poco originale io, quattro figli tutti con lo stesso padre i miei .Della compagnia di allora chi è vivo, chi è morto.
E poi l'angolo dello spettegolezzo, delle cabine quando erano in legno e non c'era ancora il lungomare a Gabicce e potevi  quasi parcheggiare con la macchina in una sorta di terra di nessuno che non era più sabbia, ma neanche strada, delle prime cabine in cemento e di quella volta quando si era fatto una specie di diario per i posteri, seppellito sotto una cabina, con l'idea di disseppellirlo nel 2000 e ritrovare le nostre foto, i tappi della coca-cola, le poesie e le speranze che riponevamo nel nostro futuro. Ahimè qualche tempo dopo, durante la costruzione del lungomare, sparita la cabina e sparito il nostro pacco che avevamo sigillato con tanta cura.
E le nostre serate? "Ti ricordi le serate alla Baia degli Angeli quando facevamo il bagno in piscina?" "Si mi ricordo! E mi ricordo soprattutto la bronchite che ho beccato nel 1977"
Luca mi  dice che sono ancora quella cui era facile raccontare le cose e io  invece gli rivelo di quella volta in spiaggia quando mi aveva messo il braccio sulle spalle e mi aveva mandato in tachicardia prima e  in profondissimo sconforto poi, sentendo  che contava su di me per far breccia nel cuore dell'Anna di Ferrara (intesa come abitante della città, non il nome di un hotel) e io invece  per dispetto con l'Anna avevo perorato la causa dell'aiuto bagnino di allora.
Insomma, la solita storia, lui, lei, l'altra, quella simpatica, quella musona, quella "svelta", piccoli drammi consumati d'estate, momenti che sembrano eterni, poi ti chiamano i genitori perchè è ora di rientrare e si ricomincia il giorno dopo.
Esattamente come funziona adesso alla pista  di pattinaggio con mia figlia, quando le suono la ritirata e  ritrovo nel suo visetto la stessa aria compunta e scocciatella che avevo io.
"Poi sai che con l'Anna mi ci son messo lo stesso,qualche anno dopo che  ci siamo ritrovati all'università  ma è durata poco!"
Ti sta bene, non te lo dico espressamente ma ti sta bene!
 Ancora una volta devo ammettere che sono stata fortunata negli affetti, la vita mi è stata veramente propizia, e  dentro di me gongolo, in questo momento assaporo  il "te-l'avevo-detto-io" ... aaah le piccole, stupide soddisfazioni  quarant'anni dopo!
"Dai, vado in ufficio, passa con tua mamma che ho qualche poster vecchio!"

Once I was happy.....

Descrivere si può, tradurre è più complesso. Posso descrivere un avvenimento, un paesaggio, usando le parole come pennelli su una tavoloz...