mercoledì 5 febbraio 2014

COME EQUILIBRISTA SULLA CORDA TESA....

Eccomi qua, come sempre, quando decido di aver ormai trovato un equilibrio mentale SODDISFACENTE, succede qualcosa che mi destabilizza e rimette tutto in gioco. Allora. Che nel mio futuro, se l'Altissimo me lo concederà, non ci sarà una ulteriore permanenza a Gabicce Mare, questo ormai è  assodato, ma in questo momento mi sento come quando si va a colloquio con i professori e ti dicono che il pargolo/a va bene in tutte le materie e tu non sai  più che a quale corso di studi indirizzarlo.
Cosi noi. Si va a Basciano e stiamo benissimo, si va a Sestino e si sta come se fossimo usciti di casa due giorni prima, e adesso... non c'è da scartare manco l'opzione Potenza Picena. Magari per un pò, magari in camper un paio di mesi all'anno, o in affitto rigorosamente in pieno centro storico dentro le mura.
Sta di fatto che è tutta colpa di internet. Più siamo diventati villaggio globale, più ci stringiamo (sul web) in gruppini e gruppetti  dove ci scambiamo informazioni e vecchie foto; in questo momento saltabecco tra "Sei di Gabicce se..." e "Noi i ragazzi dello zoo di Montesanto". Nel primo ritrovo la mia adolescenza, nel secondo la mia mitica età dell'oro. Lo strappo è stato  così doloroso che dopo quasi 44 anni (una vita!) sento ancora tutta la rabbia e l'impotenza di una ragazzina che se ne va da una città amatissima e si ritrova suo malgrado in una realtà  dove si adegua ma non  del tutto. Già è stato faticoso vivere così, cercando di sfuggire quanto più possibile le occasioni che mi riportavano a Potenza Picena, perchè mi rendevo conto anche io che non potevo vivere con un piede in due staffe e che quindi DOVEVO accettare   di vivere ed adeguarmi a Gabicce Mare.
Poi stamattina mi arriva un messaggio privato che mi dice che il mio posto è a Potenza Picena, che se volessi tornare, la mia vita mi aspetta per riprendere il proprio corso, perchè ci sono stati "tanti carabinieri e tante famiglie di carabinieri, ma tu e i tuoi genitori avete lasciato un bellissimo ricordo che ancora è nella memoria di molti".
E  ti ritrovi a piangere davanti allo schermo del computer  come se avessi da spendere tutte le lacrime di questo mondo.
C'è ancora abbastanza  tempo per decidere, ma credo che saremo itineranti, lasciando ai figli la facoltà di vivere la loro vita ovunque essi decidano di esprimersi. Noi gireremo. E anche Claudio si toglierà la soddisfazione di tornare a Villerupt.
In fondo sono contenta di aver  cresciuto i figli sempre nello stesso posto. Loro hanno le radici a Gabicce Mare, con quel pizzico di "esotico" avendo avuto  i genitori  e i nonni che non sono del posto.
Ma adesso lasciateci volare..

Once I was happy.....

Descrivere si può, tradurre è più complesso. Posso descrivere un avvenimento, un paesaggio, usando le parole come pennelli su una tavoloz...