venerdì 3 ottobre 2014

MATTI, SIAMO DEI MATTI!


Siamo dei matti! Noi qui stiamo benissimo, certo per chi ci vede, parcheggiati in un posto poco panoramico, potrebbe sembrare il contrario…peccato per quella coppia belga, non saprà mai quanto ci ha influenzato  nelle nostre scelte e di conseguenza, nella nostra vita”

 

Questa era la riflessione di Claudio, all’ora di pranzo, il 29 settembre a Castelli, mentre io apparecchiavo il tavolinetto nel camper e tiravo fuori tutte le cosine buone preparate da mia suocera per il rientro a casa.

In effetti, sì, quanta gente incontriamo nella nostra vita?  Troppi ci sfuggono, tanti ci sfiorano e non ci lasciano un segno, qualcuno lo frequentiamo con iniziale entusiasmo ma magari  poi non è come pensavamo e ci si lascia anche in malo modo; su qualcuno riponiamo molte aspettative puntualmente tradite,  poche, pochissime volte indoviniamo la comunione di animi e pensieri.

 

Poi ci sono i perfetti sconosciuti, che resteranno tali per tutta la vita, ma un loro gesto, una parola, o anche il solo comportamento può influire “pesantemente” sulla propria vita.

Guardate noi, per esempio, abbiamo inseguito un sogno.

Ho già raccontato in un altro post della nostra tragicomica gita con le bambine (allora  SOLO due!) e come  
un miraggio stanchi, sudati ed esausti, guardavamo quella coppia in camper che mangiava con piatti e bicchieri seduta al fresco del loro camper, godendosi la vista del lago. In effetti, è andata così, in quel caso non si trattava d’invidia (“sana” o no, sempre invidia è!), ma quella coppia che allora aveva la nostra età di oggi, ci ha mostrato un modo di vivere per noi impensabile quanto irraggiungibile.

E mentre i due, ignari di aver suscitato il nostro interesse, si facevano gli affari loro dentro il camper, noi sbirciavamo avidamente le sedute imbottite, il tavolino apparecchiato, la quotidianità di un pasto comodo come a casa trasportato davanti a un paesaggio meraviglioso e confrontavamo i nostri panini, il gelato spalmato amorevolmente su tutti e quattro noi, la piccola che (giustamente) frignava perché non era il massimo tentare di dormire accovacciata nel passeggino mentre la sorella la pizzicottava e noi col pensiero eravamo già nel camper, nel NOSTRO CAMPER, con le bimbe  fresche e pulite, beatamente addormentate nei loro lettini mentre la brezza del lago accarezzava loro i capelli e  nel frattempo io e Claudio rilassati come ai primi tempi a due, facevamo un brindisi, guardandoci negli occhi  intrecciando le braccia e bevendo l’uno dal bicchiere dell’altro.

Che dire? Per noi, in fondo è stato sempre così, se una cosa ci è piaciuta, l’abbiamo sempre studiata, approfondita, e abbiamo cercato di farla nostra. Intanto abbiamo provato a noleggiare più volte  uno di quei “cosi”, orientatissimi già al camper e non verso la roulotte, proprio perché  pur essendo più ingombrante comunque garantiva in viaggio divertimento e tranquillità ai figli ( che col passar degli anni erano arrivati a quattro).  Ogni tanto ripensavamo ai nostri sconosciuti mentori e mentalmente gli auguravamo tutto il bene e tutto il bello del mondo per i loro viaggi; noi dopo anni di noleggio, ci stavamo apprestando a comprare il nostro mezzo, che nel corso degli anni ha racchiuso la vita di famiglia, gioie, dolori, soddisfazioni e delusioni delle gare dei figli, pranzi e cene e mega colazioni impostate sulle tipicità dei posti che visitavamo (i dolci di Vipiteno, figli cari, quelli non ve li scorderete mai, per esempio!), insomma una vita, anzi sei vite e qualche volta anche otto vite racchiuse e ordinate fra dinette, gavoni, bagnetto e armadi e quando c’era qualche soldino, via a fare una miglioria, a foderare i divanetti in alcantara, a rendere più calda e accogliente la mansardina utilizzando fogli di sughero per le pareti….

Tutte le volte che mi capitano turisti in ufficio che mi chiedono informazioni sul territorio perché sono di passaggio con  il camper, io mi faccio in quattro e anche in otto,  in un certo senso per  saldare un immaginario conto con chi inconsciamente ci ha instradato sulla vita dell’abitar viaggiando; certo è che sarebbe meraviglioso (quanto improbabile) incontrare di nuovo  la famosa coppia che ha “generato” inconsapevolmente dei nuovi camperisti!

 

 

Once I was happy.....

Descrivere si può, tradurre è più complesso. Posso descrivere un avvenimento, un paesaggio, usando le parole come pennelli su una tavoloz...