martedì 13 ottobre 2015

DOPO LA STAGIONE.....


Pare niente, ma da maggio a settembre qui non s’è scritto un rigo, anzi no, ho fatto come mio solito un sacco di appunti sparsi, scritti  come sms sul cellulare, sulla carta forno, sul rotolo della carta igienica, una volta, a spasso col cane su per il San Bartolo, ho cercato di memorizzare la bellissima frase che mi era sbocciata in testa come un fiore di primo mattino, ma tanto vuoi e non vuoi anche se il mio è un lavoro annuale, quando arriva la stagione estiva, ci si scorda di ogni cosa e  sotto a testa bassa ognuno al proprio posto, hai voglia a prendere appunti e rimandare il tutto a settembre !

Ma forse doveva andare così, perché  il tempo smussa, ripulisce, decanta e quell’argomento al quale avresti voluto dedicare un thread di fuoco, ti rendi conto, col passare delle settimane, che era una cosa di poco conto, che non sarebbe  manco valsa  la pena di  accendere il computer e portar via tempo “alla stagione”, appunto !

Quest’anno comunque si sentiva che ci stava nascendo fra le mani una stagione molto particolare, una rinascita, sarà stato il  caldo torrido al quale non eravamo più abituati ? Chi lo sa !

Intanto ci siamo goduti gli eventi, un calendario ricco, con la novità della partecipazione alla “Notte Rosa” romagnola anche di buona parte della provincia di Pesaro e devo dire che quest’anno ha conquistato anche me, perché è stata una notte vissuta non all’insegna della trasgressione, bensì spettacoli per bambini, musica per tutti i gusti, fuochi d’artificio a mezzanotte e concerto d’arpa all’alba, sul porto, una sensazione indescrivibile. (Si, vabbè, sono arrivata al porto che parevo “Rocky-tutta-la serie” ma questo è un altro discorso, visto che avevamo tenuto l’ufficio aperto fino a mezzanotte, poi vai a vedere i fuochi, mangi qualcosa, vai a dormire, anzi svieni sul letto ed è già ora di uscire di nuovo).

 Poi tanta gente, locali pieni, magari non proprio come  nei fine settimana, ma di gente in giro ce n’era veramente tanta che aveva voglia di sorridere nonostante tutto, tra problemi finanziari, salute, lavoro, ormai abbiamo preso atto che c’è la crisi, cerchiamo di sopravvivere, non farò dieci giorni al mare, magari solo una settimana, ma la faccio bene !
Non so descriverla a parole ma era una sensazione che abbiamo vissuto tutti, stanziali e turisti;  ne parlavamo a bassa voce, quasi come se non volessimo rompere l’incantesimo, magari ci si incontrava al supermercato, due parole veloci di convenevoli e poi c’era quello cambiava tono e ti diceva: “Oh, t’è vist che roba st’instèda ? “ E te, riconoscendo nell’interlocutore il tuo stesso pensiero sorridevi e annuivi: “Davèr, che roba!  E in quelle due brevi frasi c'era l’essenza di tutto quello che stavamo vivendo.

Personalmente io devo ammettere che questa è stata una delle estati più belle che ho nell’archivio del mio cuore, non so se riuscirò a descrivere cosa sono stati in particolare questi mesi per me,  vedo se riesco a farmi capire con un esempio: fate conto che state camminando con uno zaino sulle spalle, cammina cammina, cammina, arrivate alla meta dei cinquant’anni, da lì, svoltate l’angolo e rifate la strada all’indietro, con una consapevolezza nuova, cercando di  sistemare sul cammino a ritroso il bagaglio sulle spalle, togliendo del peso dallo zaino, condividendo con altri viandanti la propria esperienza, ecco questa estate per me è stata così, perché ormai da sei anni ho “svoltato” e sto ritrovando tutto il mio passato, condividendolo con l’uomo che dopo quasi trent’anni, 4 figli e venticinque anni di matrimonio, mi fa ancora battere il cuore come e anche  più del primo giorno.
Nella nostra storia manca tutto il capitolo "adolescenza" che ognuno ha vissuto in posti diversi e lontani, così,  grazie anche all'aiuto di due complici divertite , è stato bellissimo condividere assieme il "Remember Baia degli Angeli", come se ci fossimo conosciuti quella sera lì. Agitatissima, avevo confidato alla figlia più grande se per caso sarebbe stato opportuno munirmi di bevanda energetica perché gli anni passano e non sono una tiratardi ma incredibilmente dal passato m'è arrivata  una scarica d'adrenalina talmente potente, che, rientrati alle cinque e mezzo del mattino, felice ed incredula di avercela fatta, ho dormito poi neanche tre ore e, dopo aver stirato un mucchio di panni alto così, son dovuta uscire per un furioso giro in bicicletta, tanto per smaltire  tutta quella energia naturale che avevo addosso.

Un conto è vivere un’emozione, come è successo a noi, un conto  è raccontare il passato, che non è assolutamente la stessa cosa, ma  un avvenimento bellissimo ha fatto sì che continuassi a vivere questa estate 2015 sospesa tra passato e presente.

Già c’era stato un piccolo prologo. L’ultima sera del Disco Diva a Gabicce Monte, prima della sfilata di moda all’Eden Rock, mi tremavano le gambe e poiché  a mio marito non sfugge pressoché nulla, mi chiese il perché. Così potei raccontargli dell’emozione che stavo provando  nel salire quella scalinata con lui,  perché in fondo era un mio desiderio di dodicenne, quando,  fortunata bambina, seduta al tavolo con i miei genitori la sera dell’esibizione di Domenico Modugno, formulai il desiderio di tornare all’Eden Rock con un lungo abito fino ai piedi, la collana di perle, i capelli acconciati  sottobraccio all’uomo della mia vita. Anche se non ero in abito lungo, in un certo senso il mio sogno si  è avverato, c’era il locale aperto per l’occasione, c’era l’uomo della mia vita, c’era la scalinata panoramica da salire, c’era ancora una notte tutta per noi. E qualche ora dopo  mentre  ritornavamo a casa, gli raccontai appunto di quel che era stato un altro locale, il “Mississippi” l'incredibile locale allo stesso tempo  bar, ristorante, discoteca sulle palafitte in mezzo al mare !


Non sapevo ancora che pochi giorni dopo avremmo percorso insieme un altro tratto di strada nel viale dei ricordi...
Il nove luglio, fortemente voluta  dall'Associazione Culturale "Il Fortino", con il patrocinio del Comune, della Banca di Credito Cooperativo di Gradara,  della Confcommercio  e DEL PATRETERNO (aggiungo io!) si inaugurava proprio al Mississippi una mostra  dal nome molto particolare "MAGIca Gabicce" - Ospitalità e turismo a Gabicce Mare nell'opera di Silvano Magi.

Claudio non era libero, quella sera, così rimandammo di qualche giorno  la visita alla mostra. Così, senza la confusione delle inaugurazioni, arrivammo sul pontile e vedere il "Mississippi"  illuminato, ecco che  già lacrimuccia, lenti degli occhiali e filino di trucco avevano cominciato a litigare fra di loro, poi che dire, un sogno? Come faccio a spiegarvi a parole? Prendo in prestito la scena del film " Le cronache di Narnia" quando, giocando a nascondino, Lucy  va a nascondersi dentro un armadio ma una volta entrata, scopre che è molto di più di un semplice armadio, ma una specie di portale che la conduce in una terra incantata: Narnia.


Ecco, dalla piazza  Matteotti ai bagni 14, avevo oltrepassato la mia "Narnia"; io ero lì sul pontile e già accanto a me la spiaggia non era più la stessa, allora la spiaggia  era un pochino meno ampia, il locale più piccolo. I volontari, all'interno avevano fatto un lavoro talmente preciso, che più di una sala attrezzata per la mostra, sembrava proprio un bar aperto e funzionante tanto che durante le mie visite serali tutte le settimane mi è capitato di sentire  più di una persona  chiedere se si potesse avere un caffè o dell'acqua fresca.


Entrare o fermarsi ad ammirare le luci, farsi accarezzare la pelle dalla brezza del mare? Entrare, entrare e anche di corsa, come un bambino goloso che non sa regolarsi e afferra a piene mani le caramelle mettendosele in bocca senza manco gustarsi il sapore.


Per questo siamo tornati più e più volte  a visitare la  "MAGIca Gabicce", perché la prima sera son state solo lacrime ed emozioni, poi con calma ho messo in fila i ricordi e ho raccontato a Claudio quello che conoscevo io di Silvano Magi, che era un amico di mio padre, che quando è morto al funerale sembrava di essere ad  una riunione dell'ente provinciale del turismo visto che c'eravamo proprio tutti e che per me, in quell'universo parallelo di cui tanto parlano, continuerà a fare schizzi e disegni e progettare idee per la mappa della città, dépliant di alberghi e campagne pubblicitarie e sua figlia, ora adulta,  sarà sempre la piccola Claudia bravissima nel disegno quanto se non più del padre.
Che dire poi della carta intestata dell'Azienda di Soggiorno, così come me la ricordavo io, quando ancora non c'era i numeri di telefono erano senza prefisso (il prefisso teleselettivo era una cosa seria vuol dire che chiamavi lontano) e  iniziavano tutti con il  "6" ?

Lacrimuccia veloce e poi fiumi di parole : - "Claudio, vieni a vedere, Claudio leggi qui, Claudio ascolta, sai cosa è successo quella volta che..."
E ogni fine settimana,  una visita alla mostra, un saluto alla moglie di Silvano che accoglieva turisti e residenti  come se il marito dovesse arrivare un momento all'altro, e poi via, di nuovo a guardare i pannelli della mostra e ogni volta c'era lo spunto per raccontare a Claudio qualcosa di me, di Gabicce, della mia comunque sempre latente nostalgia di Potenza Picena, delle litigate adolescenziali con i miei genitori, perché volevo uscire e non mi facevano uscire e poi quando uscivo non gli tornavo ad orario proprio perché non mi facevano uscire e allora tanto valeva che la sgridata me la meritassi perché non rispettavo il loro orario di rientro che era proprio sul più bello della mia uscita e allora si, correre al Mississippi se avevo il tempo risicato o alla Baia degli Angeli se mi ricavavo qualche momento in più, con tutta l'ansia di crescere e trovare in qualche modo un'indipendenza.



E Claudio, paziente mi ha ascoltato e anche lui ha visto lo stesso panorama che vedevo io allora, ascoltato le mie stesse musiche e percorso le mie stesse strade.  E dove non sono arrivata io, ci sono arrivati i racconti dei volontari, che a turno tenevano aperta ogni fine settimana la mostra. Due saluti, una chiacchiera un "tu c'eri quella volta che...." e poi sorrisi, tanti sorrisi; dalle foto di un tempo le miss ci sorridevano e noi sorridevamo ai nostri ricordi e mio marito, che allora non era neanche in Italia, leggeva con attenzione nomi, date e avvenimenti.

Questa estate è stata un sogno e i sogni non si possono mettere sulla carta mentre si stanno vivendo, semmai poi con calma lo fai quando ti svegli, e il "risveglio" a fine settembre è stato dolce, perché ci sono tanti progetti, novità e soddisfazioni che fanno ben sperare per un prossimo sogno, pardon, prossima estate...

Adesso è chiaro perché non  ho avuto tempo per scrivere nel blog tutti questi mesi ? Stavo sognando profondamente.....

Once I was happy.....

Descrivere si può, tradurre è più complesso. Posso descrivere un avvenimento, un paesaggio, usando le parole come pennelli su una tavoloz...